A differenza del Cile nel 1973, nel Venezuela del 2026 gli yankee hanno dovuto sporcarsi direttamente le mani, mostrando così al mondo di cosa sono capaci. Dopo un simile atto, ci vorrà un lavoro immenso, secolare per ricostruire le basi morali e giuridiche del mondo, ma è chiaro che sino a quando gli Stati Uniti saranno soggetti alla aberrante dittatura capitalistica che li governa, essi non potranno dare alcun contributo a questa ricostruzione. Gli Stati Uniti sono ormai i banditi del mondo e c’è solo da augurarsi che il popolo americano trovi la forza e la lucidità per liberarsi del mostro che da tanto, troppo tempo, sotto le spoglie di una rutilante “democrazia”, lo tiranneggia. Adesso non mancheranno gli sciocchi e i sepolcri imbiancati che paragoneranno l’attacco americano al Venezuela all’invasione russa dell’Ucraina e che magari vanteranno la più efficace azione americana in grado di catturare Maduro, a differenza di quanto non furono capaci di fare i russi con Zelensky. Ma questi sono solo sofismi che non servono a nascondere il fatto ormai incontrovertibile che la realtà chiamata “civiltà occidentale” non esiste più. Agonizzava, e il 3 gennaio 2026 è morta. De minimis, i vertici di Bruxelles hanno già assolto l’atto banditesco, quindi lo approvano, e in Italia la sinistra residua, “preoccupata”, si consulta con il Ministro degli Esteri. In effetti, c’è da essere preoccupati. Gli yankee non sono mica andati a liberare il cooperante Trentini, ma hanno rapito Maduro. E adesso con chi si tratta? Brutta roba accompagnarsi con dei banditi. Il nome Calipari dice qualcosa?
